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Eventi del giorno
domenica 28 febbraio 2010
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Test Intolleranze Alimentari
(Marina di Campo)
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di domenica 28 febbraio 2010
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Segnalato da: Eventi Isola d'Elba
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presso l'Erboristeria Alchemilla il Test delle Intolleranze.alimentari
 " Le Intolleranze Alimentari, o Ipersensibilità Alimentari, sono delle reazioni del Sistema Immunitario, costantemente sollecitato da una situazione di "infiammazione interna minima" continua, causata da stress, introduzione eccessiva degli stessi alimenti,consumo di eccessivi alimenti raffinati e addittivati, oppure da combinazioni alimentari errate. Tutto questo implica che il sistema difensivo sia sempre impegnato nell'eliminazione delle tossine, fino a quando questa attività non è più possibile e si manifestano una o più problematiche, quali problemi intestinali, gonfiori, mal di testa, squilibri digestivi. Le Ipersensibilità Alimentari possono essere eliminare ed è necessario farlo per ristabilire il corretto legame fra l'organismo e il cibo e questo può avvenire solo eliminando l'infiammazione interna e le sue cause mettendo l'organismo in una condizione di "riposo". Tutto questo può avvenire grazie ad un piano alimentare basato su un'adeguata rotazione dei cibi e facendo una disintossicazione personalizzata secondo i principi e le tecniche della Naturopatia quali: Iridologia Naturopatica, Nutrizione Ortomolecolare, RIflessologia Plantare, Fiori di Bach" Domenica 28 febbraio 2010, presso l'Erboristeria Alchemilla Via Puccini 37 a Marina di Campo , sarà presente la Naturopata Chiara Sarti per effettuare il Test delle Intolleranze. Per informazioni e prenotazioni chiamare 0565 977787 |
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"Gli Sposi" di Elba Expo
(Portoferraio)
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sabato 27 febbraio 2010- domenica 28 febbraio 2010
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Segnalato da: Eventi Isola d'Elba
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| GLI SPOSI, DOMANI E DOMENICA LA FIERA AL PARK HOTEL |
| TORNA L’ESPOSIZIONE ORGANIZZATA DA EXPO ELBA. E PER LA PRIMA VOLTA UN CONCORSO SCEGLIERA' E PREMIERA’ LA TORTA NUZIALE PIÙ BELLA E BUONA |
Al via la settima edizione de “Gli sposi”, la manifestazione organizzata dall’Associazione Elba Expo Public Event, un gruppo di aziende elbane che dal 2004 organizza l’evento con un crescente successo, con la direzione artistica di Leonello Balestrini.
L’Expo che quest’anno si terrà il 27 e il 28 febbraio è dedicata al mondo degli sposi. I visitatori della mostra, che si chiuderà con la sfilata di sabato 28 alle ore 21.15 possono trovare tutto quanto concerne la cerimonia di nozze, dall’addobbo al banchetto, alla lista di nozze, agli abiti, alle partecipazioni, fino al viaggio di nozze e a suggerimenti per l’arredamento della casa futura. Presenti all’Expo Ago d’Oro, Centro Grafico Elbano, Arredamenti Crecchi, Cte, Digital Video System, Elisir, Foto Color Poggioli, Giglio Serramenti, Interfood di Alvaro Claudi, Le Spose di Mori, Myosotis da Leonardo, Passiflora, Park Hotel Napoleone, Scoop srl, Ste, Servizi Turistici Europei, Tibidabo, Bardi Auto, Acqua dell’Elba e Intimo Moda Oggi. Anche quest’anno la location della manifestazione è il Park Hotel Napoleon che ospiterà il defilé finale nel salone delle feste. novità di questa settima edizione il concorso “la torta…che vorrei” in cui pasticceri elbani si sfideranno nella preparazione di una torta nuziale a tema libero, quindi con ampio spazio per la loro creatività. Il vincitore sarà decretato da due giurie. Quella popolare, composta dai visitatori che potranno ammirare e votare le diverse creazioni e quella tecnica composta da esperti che assaggeranno le torte. La giuria di esperti è composta da Fabrizio Niccolai, direttore dell’Apt Arcipelago Toscano, Carlo Rizzoli, assessore alle attività produttive del Comune di Portoferraio, Stefania Pasella, Delegato dell’Accademia Italiana della Cucina, Carlo Eugeni, fiduciario della condotta Slow food locale e lo chef Alvaro Claudi. Sono ancora aperte le iscrizioni al concorso. La manifestazione sarà seguita da Tele Tirreno Elba. | |
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La Miniera del Ginevro
(Capoliveri)
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di domenica 28 febbraio 2010
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Segnalato da: Eventi Isola d'Elba
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La Miniera del Ginevro.
Capoliveri – Ritrovo domenica prossima 28 febbraio alle 09:30 a Capoliveri in Piazza del Cavatore per la sesta tappa delle Domeniche del Granito. La manifestazione organizzata gratuitamente da il Circolo Le Macinelle, la protezione Civile dell'Elba Occidentale e Il Viottolo, in questa occasione insieme alla Caput Liberum che, come ogni anno, apre le porte della miniera gratuitamente per i trekkers delle Domeniche del Granito. L'escursione di questa domenica sarà la meno impegnativa ma al tempo spesso una tra le più particolari. Dalla piazza del comune di Capoliveri, ci dirigeremo con le auto in direzione della miniera del Ginevro. Dopo circa 5 Km di strada sterrata ma ben percorribile, parcheggiate le auto, si inizierà il percorso nel "mondo del Ferro". Ripercorreremo un breve tratto di strada (circa 5 km) che una volta gli “omini della vena” facevano tutti i giorni per andare a lavorare. Già dopo pochi passi la miniera sarà sotto di noi, offrendo uno spaccato di archeologia industriale: i macchinari ormai rovinati dalla ruggine lì, dove li hanno lasciati gli operai. Arrivati nel cantiere visiteremo prima la zona di estrazione del minerale in superficie, poi verrà osservata l'impressionante voragine che si aprì causando il crollo della volta che stava sopra una zona di coltivazione a -54 mt. Quest'incidente per fortuna avvenne durante la notte, quando le operazioni di estrazione erano ferme, e non vi furono vittime. Dopo aver visitato la zona esterna ci addentreremo nelle galleria della miniera. Faremo il percorso a più 6 metri sul livello del mare durante il quale gli escursionisti potranno capire la difficoltà con la quale veniva svolto il lavoro in miniera. Terminata l'escursione in galleria sosta per la merenda a pochi passi dal mare e ritorno a Capoliveri. (Il ritorno, per i più tosti, sarà a piedi passando dalla cima del Monte Calamita) Percorso facile, 7 km o 12 km a seconda del percorso scelto per il ritorno, durata prevista 5/6 ore: si consiglia di indossare un abbigliamento adeguato all’altura e scarpe da trekking. Pranzo sostanzioso ma leggero e acqua. Le guide de Il Viottolo sono a disposizione di coloro che volessero maggiori informazioni al numero telefonico 3297367100. | |
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La Pentolaccia
(Marina di Campo)
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di domenica 28 febbraio 2010
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Segnalato da: Eventi Isola d'Elba
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Festa in maschera "La Pentolaccia"
Domenica 28 febbraio dalle ore 15.00 |
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La Madonna dei Marinai
(Cavo)
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di domenica 28 febbraio 2010
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Segnalato da: Eventi Isola d'Elba
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Controcopertina: La Madonna dei Marinai, Zulimo Rossellini e Ugo Foscolo
 Il prossimo 28 febbraio, alle 15, nella Chiesa Parrocchiale del Cavo, durante una cerimonia religiosa a cui parteciperà anche il nostro Vescovo, ritroverà la sua naturale collocazione una statua che, come il suo artefice, ha avuto una vita travagliata, rischiando di essere compromessa per sempre nella sua bellezza e integrità. Oggi, alla fine di un lungo restauro, può ritornare ad essere La Madonna del Cavo. Con questo titolo, in un articolo apparso il 20 settembre del 1942 sull’ Osservatore romano, così ne scriveva il grande intellettuale Concetto Marchesi: […] ed ora sull’altare di S. Giuseppe i cavesi hanno voluto far innalzare una loro statua bella, quale non hanno mai visto così bella: la statua della Madonna cara ai marinai. Autore della mirabile opera è un artista che dimora al Cavo [Isola d’Elba] da tanti anni e che non può restare a lungo lontano dal mare che lo ha consolato e animato nelle vicende e nei ricordi spesso amari della sua nobilissima vita. E’ lo scultore Zulimo Rossellini fiorentino. Egli era ancora quasi adolescente quando il suo nome corse per gli ambienti artistici come il nome di un vincitore. Ma quel sorrisodi buona fortuna mutò presto ; ed egli patì ingiustizia: uno dei patimenti più gravi quando colpisce l’artista nella sostanza della sua arte. E venne lo scultore fiorentino a cercare fra gli scogli dell’arcipelago toscano la sua pace: prima a Capraia, poi al Cavo, dove rimase a condurre una vita onesta e bonaria, ora schiva e taciturna, ora abbandonata e festosa nella sua interezza nota solo a quei pochissimi che possono goderne la confidente amicizia. Ed ha un suo intimo, quasi geloso amore dell’arte, che per lui è compostezza e armonia e unità e semplicità, senza i torbidi, inquieti, insinceri attorcimenti dei ricercatori metodici di novità. Rossellini ha modellato la Madonna per la Chiesa del Cavo. Quella sua istintiva ricerca di decoro e di eleganza, quella fuga dalla vacuità degli enigmi ornamentali, quel suo gusto di modellatura limpida e chiara, quel suo tono quasi melodico dei lineamenti e degli atteggiamenti appariscono in questo ultimo lavoro come in una felicissima ripresa e progressione della sua operosità artistica. La Madonna è ritta in piedi, con il capo velato, ed un manto liscio che l’ avvolge tutta lasciando scoperta la veste davanti, che scende a pieghe ripide ed uguali come in certe statue arcaiche. E’ una immobilità quasi trepida, piena della vita inconoscibile e profonda che spira da un divino mistero, nella purissima giovinezza di quel volto dove l’amore e la pietà, senza le consuete leziosaggini, si compongono in una indissolubile forza di celeste potere. C’è in quella statua qualche cosa che ci prende a poco a poco e ci commuove per quell’alito di beatitudine dolorosa e maestosa ch’è proprio della santità cristiana. Così Zulimo Rossellini ha portato dinanzi all’altare la sua arte ignara di mercimoni e di servitù e fra le tante impurità del secolo, per la piccola chiesa avanti al mare, ha plasmato con l’anima assorta e con le mani esperte la immagine sacra: Mater Purissima.Marchesi ricostruiva così il doloroso destino artistico e umano di un valentissimo scultore fiorentino, Zulimo Rossellini, che fu abituale frequentatore, dagli anni ’30 fino al 1943, del Cavo, per lui un luogo dell’anima, che leniva, con la dolcezza del clima, dei paesaggi marini e collinari e con la schietta ospitalità dei suoi abitanti, le sofferenze di un uomo sensibile e raffinato, umiliato dalla prepotenza del potere e della storia. Le vicissitudini di questo artista fiorentino sono state ricostruite da Alessandra Povia e Massimiliano G. Rosito in un saggio dal titolo Ugo Foscolo da Firenze a Pavia cui segue il sottotitolo Settanta anni di strane peripezie per un monumento eccezionale ma sconosciuto, edito nel 1998 da Città di Vita, Firenze.  Dunque, Zulimo Rossellini, ancora poco conosciuto nell’ambiente artistico fiorentino, per la giovane età, risultò vincitore per decisione unanime della giuria, nell’ottobre 1910, a soli 24 anni, del concorso bandito a Firenze per erigere un monumento funebre al poeta Ugo Foscolo, le cui spoglie erano state trasferite nel 1870 da Londra in Santa Croce, accanto a quelle urne de’ forti che egli aveva celebrato nei Sepolcri. Nella relazione che motivava la scelta si esaltava l’opera del giovane scultore che rivelando una commossa e vigile fantasia di poeta mostra saper trattenerla con stile nell’arte. In effetti, il monumento di Rossellini incanta per la sua bellezza, proponendosi come mirabile sintesi del mondo lirico e della tempra morale dell’uomo cui è dedicato. Un blocco bianco di Carrara lungo due metri e mezzo e alto uno e sessanta è diventato un mirabile sarcofago, in cui il corpo disteso del poeta appare avvolto nel sudario che forma morbide pieghe, mentre il volto esprime serenità e compostezza, nell’avvenuto superamento, in virtù della morte-porto di quiete, di quelle cure che al viver suo furon tempesta. Lungo i lati del poderoso monumento, figure mitologiche come le Muse e le Grazie compongono il corteo funebre che accompagna all’Eliso il poeta, in una perfetta e commovente rappresentazione dei più autentici valori foscoliani, di quelle illusioni che, da sole, rendono la vita degna d’essere vissuta. E poi, ancora: giovinette, cerbiatti, serti di rose e libagioni, sullo sfondo di quei cipressi ed olivi, alberi tipici del dolcissimo paesaggio toscano, che egli così magistralmente cantò nel poemetto Le Grazie. Ebbene, quest’opera, per innumerevoli peripezie terminata soltanto nel 1927, in pieno regime, non entrò mai in Santa Croce: il suo autore non aveva la tessera fascista e non era persona da scendere a compromessi con la propria coscienza. Inoltre, il carattere neoclassico del monumento, la sua celebrazione della bellezza e dell’armonia come valori assoluti, non potevano soddisfare il gusto per la retorica militarista proprio del tempo. Alla scultura di Rossellini si preferì quella di Antonio Berti, l’artista del duce, che rappresentava un Foscolo guerriero e imbronciato. E così l’ormai inutile e ingombrante monumento, inconsapevole fonte, possiamo ipotizzare, di rammarico e amarezza per la fatica vanamente profusa, fu da Zulimo donato a un amico fiorentino e dimenticato per decenni in un garage, mentre il suo autore cercava pace e conforto nella quiete delle isole toscane: prima a Capraia, poi all’Elba, nel paesino di Cavo, dove, scrive Concetto Marchesi, rimase a condurre una vita onesta e bonaria, ora schiva ora taciturna, ora abbandonata e festosa, nella sua interezza nota solo a quei pochissimi che possono goderne la confidente amicizia. Ed ha un suo intimo e quasi geloso amore dell’arte, che per lui è compostezza e armonia e unità e semplicità, senza i torbidi, inquieti, insinceri attorcimenti dei ricercatori metodici di novità. Fu qui che egli abbellì la chiesa parrocchiale con la scultura della Madonna dei marinai Rossellini morì nel 1965, senza che la sua opera più importante avesse trovato una più degna destinazione. Franco Fortini, il noto intellettuale scomparso nel 1994, che era fiorentino d’origine, anche se da anni risiedeva a Milano, così si esprimeva in una pagina de La Repubblica del 25 novembre di quattro anni prima, a proposito del sarcofago foscoliano e del suo proprietario: Quando ho saputo che questa persona voleva disfarsene non ho avuto dubbi sul fatto che quel Foscolo dimenticato dovesse finire a Pavia e raccontava anche di aver assistito alla collocazione dell’opera del Berti: Era il 1934 e io piccolo avanguardista ero presente all’inaugurazione dell’altro monumento a Foscolo in Santa Croce. Insieme a tanti ragazzini ero pronto a presentare le armi al momento dell’elevazione nella messa che accompagnò la cerimonia. Dunque, grazie all’intuizione del Fortini, l’opera, ripudiata da Firenze, ha concluso la sua odissea trovando finalmente un onorevole approdo nel Cortile delle Magnolie dell’università pavese, dove è stata posta con tutti gli onori il 26 novembre 1994, alla presenza del nipote di Rossellini, Paolo, il quale ha firmato una sorta di liberatoria nei confronti del monumento, che risulta così a tutti gli effetti donato all’Ateneo. Nello studio pavese, il giovane Foscolo aveva ottenuto nel 1809 la cattedra d’Eloquenza e, anche se era riuscito a tenervi soltanto cinque lezioni, la permanenza in città era durata mesi: il poeta aveva preso casa nell’antico borgo Oleario (oggi via Foscolo) e aveva scritto lettere agli amici per invitarli a raggiungerlo. Sicuramente Zulimo sarebbe fiero di una simile collocazione: lo Studio pavese, voluto da Galeazzo Visconti nel XIV secolo, modificato e ingrandito successivamente da Teresa d’Austria, è scrigno di memorie foscoliane, topos non solo geografico caro al poeta, prestigioso luogo di formazione e di cultura, e quindi degna cornice di un’opera tutta tesa a esaltare le illusioni e i miti di uno dei più grandi e sensibili protagonisti della nostra storia letteraria.
Maria Gisella Catuogno
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Stenterello nell'Isola dei Pirati
(Portoferraio Teatro dei Vigilanti)
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di domenica 28 febbraio 2010
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Segnalato da: Eventi Isola d'Elba
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domenica 28 febbraio
STENTERELLO NELL’ISOLA DEI PIRATI fiaba per burattini per un pubblico di tutte le età di Enrico Spinelli con Fiorella Cappelli
Stenterello qui è con la piccola Carlotta in un'avventura che lo porterà lontano, fino ad una misteriosa isola, popolata da animali esotici sempre in agguato e ricca di insidie e trabocchetti. Il prepotente capitano Barbariccia, che vuole usurpare il trono al giovane principe Eugenio, lo ha avvelenato e ridotto in fin di vita e, non bastasse, gli contende anche la mano della bella Aurora. Tocca a Stenterello e Carlotta, inadeguati esploratori, il compito di trovare la pianta medicamentosa che farà risvegliare il Principe. Si assisterà al duello all’ultimo sangue dei due contendenti ed al colpo di scena finale che riporterà la giustizia nel regno!
Portoferraio Teatro dei Vigilanti 28 feb 2010
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1 Torneo del Palazzo
(Capoliveri Palestra Comunale)
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lunedì 30 novembre 2009- venerdì 12 marzo 2010
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Segnalato da: Eventi Isola d'Elba
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“1° Torneo al Palazzo”, a Capoliveri é partito il campionato di calcio a 5.
Nel campo da calcetto realizzato nelle adiacenze del Palazzetto dello Sport, ieri sera ha preso il via il 1° Torneo al Palazzo. Un campionato di calcio a cinque tutto made in Capoliveri, ideato, organizzato e promosso dall’Unione Sportiva Elba 2000 in collaborazione con l’Amministrazione comunale. “L’iniziativa - spiega l’assessore allo Sport Marcello Galerotti - è stata avviata per dare spazio anche ai non tesserati del calcio, ai tanti giovani e non più giovanissimi del paese che hanno voglia di divertirsi di sera tirando due calci al pallone.” Tecnica calcistica tutta da verificare, probabilmente, ma il divertimento pare assicurato. Non essendo certo dei professionisti, molti hanno deciso di buttarla sul ridere, le magliette di alcuni per lo meno avranno colori insoliti, mentre i nomi delle squadre si annunciano decisamente autoironici: in gara anche gli Astemi e gli imperdibili The Rocketton. Avremo l’occasione di misurare le qualità calcistiche di qualche persona conosciuta, sia come sportivo che come politico locale. Scenderanno in campo infatti il vice sindaco Andrea Gelsi, l’assessore al Commercio Leonardo Cardelli e lo stesso assessore allo Sport Marcello Galerotti, gloria locale perché, al contrario dei più, per anni calciatore professionista lo è stato. Non mancheranno anche membri della Capitaneria di Porto, con una propria squadra. E qualche lavoratore del Comune di Capoliveri, che giocherà nella squadra degli Anni 70, tra loro Romano Giacomelli e Maurizio Melis, entrambi difensori della Costruzioni Croci di Porto Azzurro. Dal 30 Novembre fino al 12 marzo il calendario delle partite riempirà le serate d’inverno del paese.
Claudia Lanzoni - Ufficio Stampa |
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